L'uscita del direttore della gazza secondo cui loro sono in grado di orientare l'opinione pubblica, ancorchè irrispettoso nei confronti dei lettori giudicati "orientabili", esplicita, anche se in maniera volgare e spudorata, una realtà che investe, non solo il suo giornalaccio che avendo fatto "outing"da intertriste può essere indulgentemente compatito, ma alla faccia del segugio Auricchio, la larga maggioranza dei media cartacei e televisivi.
Eventi apparentemente simili, se correttamente inquadrati nel loro contesto, non lo sono affatto quanto meno non hanno lo stesso peso, omettere volontariamente di farlo rivela un approccio tendenzioso alla notizia che presta così il fianco alle più fantasiose e devianti interpretazioni.
La Juve con un punto di vantaggio e due partite, sulla carta abbordabili , aveva la possibilità di spaccare il campionato.
Ecco però che intervengono puntualmente due arbitraggi consecutivi a dir poco sospetti che, negando
non due rigorini ma due rigori plateali ed indiscutibili, tanto che nemmeno i microscopi dei volonterosimoviolisti sono riusciti a confutare, impediscono la probabile fuga.
A fronte di questi eventi le sacrosante rimostranze di Conte che aveva inghiottito in precedenza bocconi amari senza particolari reazioni, possono essere paragonate a quelle delle milanesi copiosamente proferite per episodi assai meno importanti nell'arco di tutto il campionato senza suscitare reprimende ma addirittura fervide condivisioni?
Secondo i nostri amici giornalai pare di si.
E' la strategia degli orientatori; cercare di coinvolgere gli "odiati" rivali in tutte le negatività che il pianetacalcio va via via proponendo, minimizzare o meglio ignorare i torti da loro subiti esecrandone le reazioni, enfatizzare di contro gli eventuali favori ricevuti qualche volta anche fantasiosamente inventandoli, con uscite isteriche e roboanti del tipo "scandaloso" "mai visto prima" "sospetto" "Juve non così!!!" Agli amici invece con servile impegno da "piccoli Auricchi crescono" riservare il trattamento diametralmente opposto. Alle corazzate della disinformazione abbiamo sin qui potuto opporre oltre all'appoggio (tardivo) di un giornale sportivo e lo spazio necessariamente marginale di un paio di quotidiani, solo le poche righe diffuse pervicacemente dai nostri siti Internet in attesa che la proprietà che, oltre al prestigioso posto che occupa nel mondo che "conta", vanta importanti cointeressenze in alcune testate coinvolte nello scempio, intervenga con autorità per porre fine a questo pluriennale e
degradante tiro al piccione.

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