Dopo 90 giorni di sofferta gestazione, la montagna ha partorito il topolino, gonfiato ad arte per sembrare in ottima salute da una massa esagerata di pannicelli di carta, ma a veder bene di una gracilità estrema. Di carta, si quella terribile nemica la cui endemica scarsità, più volte lacrimosamente lamentata, viene indicata, nonostante l'eroica dedizione dei nostri magistrati, come la principale responsabile della loro scarsa efficienza.
Tre magistrati, impegnando il loro prezioso tempo, sono riusciti a riempirne, dando fondo a tutta la loro fantasia, 500 e più fogli, l'equivalente necessario alla stesura di due romanzi, per formalizzare una motivazione che avrebbe potuto accupare si e no un paio di fogli protocollo lasciando anche generoso spazio per gli immancabili timbri e bolli vari.
Di fatto un vero accanimento terapeutico per mantenere in vita un alieno frutto di un incesto politico sportivo consumato per soddisfare la smania di popolarità di individui malati di protagonismo e di frustrati desiderosi di mascherare con il vittimismo la loro conclamata incapacità.
498 pagine di fumo, più o meno due di valutazioni peraltro infarcite di condizionali che nelle sentenze in uno stato di diritto dovrebbero essere proibiti per legge, il tutto per rendere digeribile l'assunto che l'eccesso di familiarità (leggi rapporti relazionali) e il "possesso" di schede telefoniche (l'uso non è stato appurato) meritino la galera e la condanna al pagamento di rovinose rifusioni di danni a questo punto inventati visto che si afferma non esser stata intaccata la regolarità dei campionati.
Se quanto sentenziato fosse condivisibile l'Italia avrebbe risolto l'annoso problema delle carceri, basterebbe mettere le sbarre ai confini e considerarci tutti galeotti.

Commenti
Complimenti, Bona, i tuoi articoli con vignetta sono ormai la cosa più imperdibile del sito. Notevole la parafrasi pirandelliana. In effetti abbiamo assistito ad un vero e proprio teatr(in)o dell'assurdo, a napoli.
RSS feed dei commenti di questo post.