Accadde quel sabato, durante la vigilia di Pasqua. La Juventus, dopo un anno di purgatorio immeritato, o meglio, voluto dai veri poteri forti, torna a San Siro, contro l'Inter di Mancini, di Ibrahimovic. Torna con un coltello in bocca, con il sangue tra le labbra, dopo un'andata in cui l'Olimpico di Torino aveva assistito ad un pareggio targato Mauro German Camoranesi, lo stesso che poi risolse...
Sulla panchina della Fiorentina c’era Claudio Ranieri, ora alla guida della Juventus. Su quella della Juve c’era Marcello Lippi, ora alla guida della nazionale. In campo, con la maglia bianconera, c’erano personaggi del calibro di Gianluca Vialli e Angelo Di Livio, oltre a un ragazzetto di bellissime speranze che ancora incanta negli stadi di tutto il mondo, un certo Alex Del Piero...
C’è una foto rimasta in alcuni libri di sport, un pò per lo spessore dei personaggi immortalati un pò per supportare il gesto tecnico che aveva generato il momento, che ritrae Walter Zenga accarezzare la testa di Platini quasi con affetto e spirito consolatorio. Proprio quel portiere che, se avesse avuto un raffreddore prima della semifinale dei mondiali del 1990 contro...
“..La mia Juve suona il rock, per chi l’ha visto e per chi non c’era, e per chi quel pomeriggio lì si aspettava un gol di Toni..!”
Oltre alla fantasmagorica data del 5 maggio 2002 c’è la meno nota e, probabilmente, meno enfatizzata ricorrenza del 20-04-1986 che comunque mette a fuoco una delle più incredibili giornate bianconere vissute nell’ultimo trentennio dai tifosi della vecchia signora.
È in corso la stagione 1994-1995 e il programma dell’ottava giornata prevede lo scontro tra la Juventus e i Campioni d’Italia in carica del Milan.